9 Marzo 2019

La preparazione fisica nel giovane atleta

La preparazione fisica negli sportivi in giovane età, è spesso uno dei tasselli più trascurati nel grande puzzle dell’attività motoria giovanile.

Storicamente, in molti (me incluso) hanno concordato sulla grande importanza della multi-disciplinarietà e sulla necessità che la nostra popolazione di giovani sportivi, sperimentasse un’ ampia gamma di movimenti su più piani possibili.

Tutto questo peraltro, era semplificato dalla facilità di accesso per i giovani, a situazioni di gioco e di divertimento che erano disponibili all’aria aperta in contesti ambientali naturali quali prati, campi e boschi.

Questo probabilmente fino agli anni 80, ha rappresentato il motivo principale per cui un ragazzo che iniziava una pratica sportiva, era in realtà già un piccolo atleta che aveva sperimentato le attività di base quali il salto, il lancio e la corsa.

I più predisposti, già dall’inizio della loro attività, erano dei piccoli acrobati, capaci di arrampicarsi volteggiare, fare capriole e camminare a testa in giù.

Erano tutti piccoli agili e impavidi atleti.

Tuttavia il mondo è cambiato nel bene e nel male, ed anche i più fortunati tra i nostri ragazzi, se hanno accesso a situazioni di gioco all’aria aperta, raramente si confrontano con contesti ambientali realmente sfidanti.

I boschi, i campi,  prati ed i torrenti sono stati sostituiti nella migliore delle ipotesi, da parchi cittadini con al massimo qualche piccolo gioco adatto ai più piccoli.

Abbiamo tolto ai nostri ragazzi la possibilità di confrontarsi con giochi realmente sfidanti, giustamente preoccupati dalla necessità di sapere che possono giocare in contesti sicuri.

Ed è così che abbiamo trasformato i nostri piccoli acrobati, in ragazzi che giocano in modo mono-corde ripetendo sempre gli stessi movimenti.

Bimbi pigri? No genitori troppo occupati

Un recente studio che si è occupato di analizzare le qualità fisiche dei ragazzi in età di scuola primaria in Repubblica Ceca, ha fatto emergere risultati per alcuni aspetti sorprendenti e probabilmente non così facilmente ripetibili nella società occidentale.

Infatti, si è riscontrato che i ragazzi in età scolare dedicavano alle attività fisiche (intese come attività di gioco), attività ludiche e attività sportive nel loro complesso, circa sei ore al giorno.

La preparazione fisica nel giovane atleta - Andrea Benvenuti
Bambino che si arrampica su di una staccionata in legno

Già da questo dato, probabilmente nella società italiana non troverebbe riscontro tuttavia, i Giovani Studenti della scuola elementare del Bel Paese, non sono diversi da quelli della repubblica Ceca.

Diverso è solo il loro modo di relazionarsi all’ambiente esterno che li obbliga ad una precoce sedentarietà.

Il dato però rimane importante e ci porta a formulare una primissima considerazione: che tipo di atleti sono questi ragazzi che sono in grado di correre, giocare tirare la palla e saltare per sei ore al giorno?

La risposta è ovvia. Sono atleti adatti a sport di resistenza.

Da questo consegue che da loro possiamo aspettarci una qualità del movimento strettamente legata alla necessità di rendere il loro modo di muoversi, il meno faticoso possibile.

Ecco perchè dobbiamo prendere in considerazione il fatto che, potremmo avere a che fare con una popolazione di ragazzi, che in nome della possibilità di perpetuare il più a lungo possibile le attività di gioco, iniziano a muoversi in modo poco corretto.

Spesso però ( fortunatamente), i genitori si accorgono che nel modo di muoversi dei propri figli c’è qualcosa che non va ed ecco che allora, li indirizzano ad una qualsiasi pratica sportiva consci del fatto, di dover sopperire ad una qualità dell’attività motoria scolastica Italiana, non in grado di garantire uno spettro di esperienze soddisfacenti.

Lo sport migliore

Ma qual è lo sport più adatto per un ragazzo in età scolastica?

La preparazione fisica nel giovane atleta - Andrea Benvenuti
Se ai bambini poniamo domande senza fornirgli gli strumenti per avere delle risposte plausibili, provochiamo in essi solo confusione. 

Bisogna pensarci bene perchè se ci fate caso, se ne sentono di tutti i colori ad esempio:

  • “lo sport perfetto è il nuoto, perchè coinvolge tutto il corpo e previene la scoliosi” (assolutamente falso).
  • “lo sport di squadra è migliore perchè favorisce le dinamiche di gruppo”
  • “quello individuale invece, è da preferire perchè aiuta l’autostima”
  • “meglio lo sport al chiuso perchè altrimenti si ammala”
  • “assolutamente fare sport all’aperto perchè al chiuso si suda troppo”
  • meglio che stia a casa altrimenti suda…”

Diciamo questo, L’IMPORTANTE E’ CHE I BAMBINI FACCIANO SPORT.

Anche perchè se siamo realmente onesti con noi stessi, la scelta dello sport per i nostri figli, la fanno loro stessi oppure, la facciamo noi seguendo però, logiche di opportunità e convenienza che poco hanno a che fare con quello che pensiamo potrebbe essere utile.

Comunque stiano le cose, ad un certo punto noi genitori, affidiamo i nostri ragazzi ad un allenatore di uno specifico sport o di una specifica disciplina.

E lui cosa potrebbe fare se non introdurre il ragazzo all’insegnamento di quella specifica disciplina?

La specializzazione precoce

È ovvio che sia così.

Ogni allenatore è specializzato nello sport che insegna e per quanto può essere vasto il suo bagaglio culturale, giustamente (dal suo punto di vista), lui focalizzerà l’allenamento sull’insegnamento della tecnica di base per quello specifico sport.

Questo fenomeno è noto come specializzazione precoce che è già dimostrato, fa si che bambini tendenzialmente sedentari, vengano precocemente indirizzati all’allenamento di una disciplina specifica .

Questo privandoli di esperienze motorie ad ampio spettro e e portandoli a sviluppare invece, effetti collaterali quali:

  • schemi di movimento non adeguati all’età
  • scompensi posturali
  • ripetizione continua di esercitazioni sport-specifiche
  • poca accuratezza nell’analisi del gesto motorio
  • incapacità di identificare gli errori nell’esecuzione del gesto
  • ricerca precoce della prestazione 

Ecco perchè in questa fase, il ruolo del preparatore fisico, se adeguatamente preparato, diventa fondamentale.

Avere infatti, la capacità di riconoscere un errore durante l’esecuzione di un gesto specifico e saperlo correggere andando così a rinforzare uno schema motorio corretto, è una dote essenziale.

Se la si possiede, si pongono le basi per uno sviluppo armonico del movimento e del fisico del ragazzo.

Di questo parleremo nel prossimo articolo. 

E parleremo anche, di come si possono suggerire le strategie di allenamento, correggendo e ripetendo l’esecuzione corretta di un gesto specifico, evitando le attività inutili o addirittura dannose per la salute.

Alla Prossima


Tags

attività motoria, preparazione fisica, sviluppo motorio


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